La gioia della vittoria 1956-2006
Cinquant’anni dopo il più glorioso trionfo della D-Type alla 24 ore di Le Mans, Jaguar lancia l’edizione limitata D-Type 1956 – un tributo al successo di una delle più famose auto da corsa del mondo, nella più famosa gara automobilistica di durata.
La stilografica Jaguar D-Type celebra appassionatamente le linee sensuali ed al contempo funzionali, il carisma e la bellezza senza tempo della vettura a cui è ispirata. Qualità che hanno contribuito ad affermarne lo stato di icona nel design delle automobili da corsa.
Nella metà degli anni ’50, le innovative caratteristiche aerodinamiche e le imbattibili prestazioni della Jaguar D-Type la fecero eccellere più volte contro ogni rivale.
La Jaguar D-Type, macchina da corsa d’alta tecnologia costruita per la vittoria, trionfò a Le Mans nel 1955, 1956 e 1957.

La Jaguar D-Type oltrepassa la linea del traguardo alla 24 ore di Le Mans, 1956
Costruita per vincere
Se fosse un aeroplano, la Jaguar D-Type sarebbe stata uno Spitfire.
Mark Phillips, capo designer dello studio di design avanzato della Jaguar e direttore creativo della stilografica Jaguar D-Type 1956
L’inizio degli anni ’50 fu un periodo di crescita esplosiva per la Jaguar. Nel 1953, per la prima volta, Jaguar produsse più di 10.000 veicoli all’anno. La Jaguar DType fu costruita con un solo obiettivo in mente – vincere la 24 ore di Le Mans.
Le linee tondeggianti della D-Type ed il look inequivocabile furono concepite per ottenere un’aerodinamica superlativa. La D-Type era uno strumento di precisione creato ad hoc per Le Mans.
Per la prima volta assoluta si adottarono dei metodi di costruzione tipici dell’aviazione, per migliorare la rigidità e la forza della vettura. La D-Type impiegò tecniche di design e costruzione che, 15 anni dopo, sarebbero diventate universali tra le automobili da corsa.
La Jaguar D-Type fu la prima vettura da corsa ad essere prodotta interamente in alluminio e raggiungeva la strepitosa velocità di 180 miglia (circa 290 Km.) all’ora.
La struttura di base fungeva anche da telaio, offrendo il vantaggio di contenere i pesi ed essere conseguentemente più rigida. Blocchi di gomma isolavano i componenti potenzialmente rumorosi. I serbatoi per il carburante erano d’ovvia ispirazione aeronautica.
Il sedile del pilota era posizionato più in basso rispetto al predecessore della D-Type: la C-Type. La D-Type offriva maggiore protezione dagli elementi – un’importante considerazione per le notti fredde e piovose di Le Mans.
La forma aerodinamica della D-Type permetteva di raggiungere velocità di punta notevoli per il numero di cavalli sviluppati dal motore – qualità di cruciale importanza per affrontare i lunghi rettilinei di Le Mans. La caratteristica “pinna” assicurava stabilità direzionale e velocità.
Dalla mia personale esperienza posso asserire che alla velocità di 170 miglia (circa 274 Km.) all’ora era possibile sedere alla guida, rilassato ed in relativo silenzio, in una bolla d’aria quasi ferma, pilotando la macchina con niente più della pressione di dito e pollice. Specialmente al buio l’effetto era strano ed ingannevole. La sensazione della velocità si rendeva evidente, quasi come uno shock, quando, su un rettilineo, superavo vetture di prestazioni presumibilmente simili.
Bob Berry, pilota della Jaguar D-Type negli anni ‘50
La D-Type trionfa
Nel 1955, Ivor Bueb e Mike Hawthorn del team ufficiale Jaguar guidarono la Jaguar D-Type verso la sua prima vittoria a Le Mans. Nel 1956, un team privato chiamato Ecurie Ecosse, una cooperativa di ricchi giovani scozzesi trionfò a Le Mans. Ninian Sanderson e Ron Flockhart condussero una Jaguar D-Type sulla distanza di 2.507,183 miglia (circa 4.035 Km.), alla velocità media di 104,465 (circa 168 Km.) all’ora. Più tardi quello stesso anno, la Jaguar si ritirò ufficialmente dalle competizioni internazionali. Il team Ecurie Ecosse portò ancora una volta la Jaguar DType alla vittoria di Le Mans l’anno successivo.
1956 – Un anno di gloria per Jaguar
Nel 1956, la Jaguar divenne il primo produttore a vincere entrambe le corse di Le Mans e Rheims nello stesso anno. Sir William Lyons, fondatore di Jaguar Cars, fu riconosciuto nella Queen’s New Year’s Honours list.